Quelli che le curve non le evitano... le cercano!!!!!




Si viaggia in molti modi, per lo più si viaggia per arrivare il più velocemente possibile a destinazione. La meta, nel pensiero comune, è il fine ultimo del viaggio,la sua giustificazione,il suo essere.
Viaggiatori particolari sono i motociclisti, gente, per un verso o per l'altro un po' fuori dal comune, gente per cui viaggiare è viaggiare e basta, dove la meta è solo una scusa,per giustificare a se stessi prima che agli altri la voglia di fare una determinata strada, quel passo particolarmente difficile o semplicemente portare le ruote in luoghi fortunatamente dimenticata dai lampeggi rabbiosi di quelli "casello a casello".

E succede che fin dagli inizi del '900 i viaggiatori su due ruote si inventino viaggi mitici, magari carichi più che di bellezza assoluta, di significati spesso incomprensibili a chi non porta un casco.....e tra i viaggi "mitizzati" c'è quello verso Capo Nord o Nordkapp che dir si voglia. Alla fine, se vai in moto ne senti parlare in tute le salse, e chissà perchè tutti gli altri viaggi passano in secondo piano. Quasi fosse una sorta di iniziazione, di tributo da pagare per essere annoverati tra i "motociclisti veri".

Dunque ti svegli una mattina, passi in garage,e ti si pianta un idea fissa in testa. Ti prende così,anche se fino a poco tempo prima hai snobbato il grande nord,la scandinavia o semplicemente chi si pavoneggiava di aver portato fin lassù la sua moto.Ridi, e pensi che tu non sei un pavone, ma l'idea è li non si schioda; anzi vai su google e digiti come un automa "capo nord" e leggi, con finta svogliatezza, i report di chi ci è stato....allora passi al piano "B" quello infallibile per demolire "l'idea", vai dalla tua fidanzata e con casualità gli butti li un poco convinto "perchè non andiamo a capo nord in moto?"....e intanto vagli e calcoli tutte le risposte possibili ed immaginabili,da quelle sarcastiche a quelle schifate a quelle cattive...le hai pensate e pesate tutte, tutte tranne una....quella impossibile, lo zero verde sulla roulette, lei che ti guarda e dice "se è il tuo sogno, perchè no????organizza dai..."incredulo, bevi subito qualcosa di forte,le piume del pavone si gonfiano di botto....è finita non hai in mente altro...

Itinerario, taghetti,abbigliamento, assetto della moto,organizzazione, moneta,spese,cosa vedere, cosa no...via cancella tutto,da capo, nuovo itinerario,guide, cartine, report in 3 lingue diverse tradotti con google (che ti sembra di leggere qualcosa scritto da un marziano nato sul pianeta esperanto)...un organizzazione titanica che naturalmente verrà cambiata in corsa fin dal secondo giorno....insomma il mito prende forma.

E come per magia la sveglia suona ed è il momento di partire, e via via via, viaggi su strade che hai immaginato per mesi, prendi acqua e freddo che sempre per mesi hai sperato di evitare, mas ei li, stai andando verso nord, sulla tua moto, con la persona che ami; questo si è il vero sogno.

Si perchè diciamocelo francamente, il viaggio è stupendo,sicuramente da fare, ma si carica del significato che tu gli dai; non è un viaggio superlativo in assoluto, la Norvegia per esempio è stupenda da guidare, e i fiordi sono unici, ma per il resto,i paesaggi delle nostre alpi non hanno nulla da invidiarle; poi entrano in gioco mille altri fattori che rendono questo viaggio unico,come conoscere la gente del nord, vedere la luce che non cala mai (anche se non ti fa dormire) o perchè no affrontare senza problemi un clima non sempre clemente; sono fermamente convinto che capo nord=Norvegia; non c'è ne devi salire da li, se sali dalla Finlandia (che ho trovato noiosissima) è un viaggio lungo ma "normale", la Norvegia ti mette alla prova, sole poi in un attimo pioggia e vento, strade curvose e distanze che si dilatano sempre più.La Norvegia ti fa incazzare, imprecare quando ti punge con i suoi strali di vento e acqua, ma poi ti tende la mano e ti commuove con arcobaleni infiniti su fiordi profondissimi. Si rende unica per le sue contraddizioni di paese ricco e moderno ma legato ancora a tradizioni del passato; ti massacra gli attributi con i suoi limiti di velocità bassissimi, ma ti regala strade stupende e perfette su cui curvare con la tua moto.

E man mano che viaggi, capisci che il globo di ferro,la rupe, capo nord insomma, altro non è che un pretesto per macinare migliaia di km attraverso stati che forse mai avresti visitato diversamente (ed è un vero peccato,la scandinavia merita viaggi più tranqulli e mirati); la fretta di arrivare si modifica, si trasforma in golosità di nuovi imput,di cose da vedere, di strade da marchiare a fuoco con le tue gomme squadrate dal peso e dalle scarse pieghe.

Non so se si diventa motociclisti veri solo per essere arrivati fin lassù, sopratutto adesso con strade perfette,ponti e gallerie....non so se è il viaggio più bello da fare in moto, ma quando sei li, al momento di ripartire,di lasciarti alle spalle il mappamondo di ferro,ti prende qualcosa, di indefinibile, uno sfarfallare allo stomaco, un magnetismo strano...che ti fa dire "Ragazzi è un viaggio da fare!". Il pavone ha gonfiato le sue piume!

E la cosa pazzesca è che quando torni a casa, ti siedi un attimo, guardi stanco la moto...e ripartiresti subito,per un altro viaggio un altra avventura, un altra meta "fittizia"

Un ringraziamento particolare, infinito, va a Silvia che mi ha supportato in tutto e per tutto e spronato anche nei momenti un po' così oltre ad aver sopportato da zainetto migliaia di noiossisimi km, senza lamentarsi mai, nemmeno quando eravamo fradici di acqua (le nostre tute non noi) e infreddoliti; senza di lei questo viaggio non avrebbe avuto senso; condividere emozioni con una persona speciale...questo si che è il vero "viaggio mitico".

E grazie alla mia DUCATI ST2, la nostra ammiraglia, che da 5 anni e 63.000 km mi e ci scorrazza in giro per l'Italia e l'Europa.


NOTA: tutte le considerazioni, i giudizi (positivi o negativi), e i commenti espressi in queste righe e nel report completo sono strettamente personali quindi facilmente confutabili o smentibili e originano da situazioni ed emozioni particolari vissute durante il viaggio; sono sicuro che altri viaggiatori avranno avuto sensazioni diametralmente opposte di luoghi e/o persone.

Fagna
























































































































































































































































































































































































































































































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